Back to the top

BENVENUTO SUL MIO SITO UFFICIALE!
L’ultimo pensiero che ho scritto su FACEBOOK?
Leggilo qui sotto!

 

20 hours ago

Andrea Mingardi
PUNTURE.Ci sono punture e... punture. Non mi riferisco a quelle che si fanno le signore d'età sulle labbra, sugli zigomi o sul petto, ma al rimedio del mondo. Tasto dolente in questo periodo. C'è un mare di gente terrorizzata dall'ago. Sia che riguardi un aghino che un... agone. Nulla a che vedere con lo sport... agonistico. Le reclute, quando ho fatto la naja io, nel subire la famosa puntura al petto svenivano come le mosche. A dire il vero, si trattava di un puntarono spropositato. In generale, l'idea che qualcosa penetri nel nostro corpo, non ci rallegra. Meglio un ago che qualche altro oggetto indesiderato. A meno che non sia autorizzato dall'Ente Sessuale Nazionale, tutto il resto, se possiamo, cerchiamo di evitarlo. Ma allargando il raggio delle opportunità, ci si mettono anche le vespe, le zanzare e insetti vari. La tarantola sarebbe meglio evitarla ma anche le rose quando pretendono di segnarci con le loro spine, non è che ci riempiano di gioia. "Suo figlio ha bisogno di una cura ricostituente. Una cura di punture e vedrà che sarà a posto." La mamma, prendeva in mano la siringa, la infilava nella fiala e, aspirato il liquido, mi diceva di voltarmi. "Non irrigidirti, stai rilassato.". Il batuffolo di cotone sfregava un po' sul luogo deputato alle perforazione e poi: zac. Mai sentito nulla ma non ero tranquillissimo. Adesso mia suocera, in caso di necessità, è bravissima. Nel tempo, avevo imparato anche a farmele da solo. Sopratutto, quelle di Eparina, nella panza. Per anni ho avuto un fisico che bastava che guardassi la scatola di una medicina qualsiasi, che guarivo. Adesso, amici, siamo tutti "punturabili". Ci auguriamo che il vaccino ci entri dentro come un'assicurazione e ci traghetti tutti sulla riva della salute. Però, la siringona e l'ago incutono sempre una certa paura. Ingiustificata, ma c'è. Forse ci sono rimaste dentro quelle scene di film in cui l'assassino inoculava alla vittima veleno alla traditore, in cui l'ago si spezzava in mille pezzi nel braccio o nel culo, oppure distribuiva aria nelle endovene, dando vita alla tanto popolare trombosi. "Gino, vai ben a far delle "punture". Una volta, noi cinni sostituivamo "pugnette" con punture. Qualcosa voleva pur dire. Cosa mi fai, una pugnetta? O una puntura? E cosa ci sarà mai dentro a quella fiala? Possibile che io, con un influenza pesante, guarisca solo perché qualcuno mi inietta una robina nel braccio? Ahiahaiahai, dicono i fifoni. Ahiaiaiaiiiiii. Forse più donne di uomini ma siamo lì. Ora vedo già eserciti di avambracci mettersi a disposizione di vaccinatori professionisti. Scorgo le facce delle vittime predestinate girarsi dalla parte opposta del... boia, in attesa di sentirsi dire: Fatto". Già fatto? Cazzo! Non ho sentito nulla. Stupore di non aver provato dolore all'altezza del terrore. Quasi... delusione. Cosa potrebbe succedermi? Chiedono i tremebondi. Più di quanto non ci sia già capitato? Niente, la puntura è un attimo. Come il destino. So che qualcuno potrebbe ricordarmi una massima antica: la vita è una tempesta e prenderlo nel culo è un lampo. Ma non accadrà. Andrà tutto bene amici e ricorderemo questo zac infinitesimale con grande gioia. Guardate amici, se il mondo riesce ancora a guarire dalle proprie brutture grazie a una puntura, significa che c'è speranza per tutti noi. ...
View on Facebook
© WolfThemes