When

when02Andrea Mingardi quando decide di scegliere, oltre alla musica, un nuovo tramite per esprimere la propria sensibilità, si rivolge all’arte figurativa e stabilisce di utilizzare come campo d’azione la tela, come strumenti i colori e i pennelli, e, come realtà da indagare, la propria persona in quanto espressione dei sentimenti quotidiani familiari. Mingardi non essendo un ‘addetto ai lavori’ in questo specifico settore delle Arti figurative può permettersi, in assoluta libertà, di utilizzare l”insegnamento classico’ della pittura, senza preoccuparsi delle nuove tensioni artistiche che stanno mettendo in confusione e in conflitto tutto l’ambiente dell’Arte.
I soggetti da ritrarre o interpretare passano in secondo piano e l’apprendista artista si accontenta di qualsiasi soggetto che la “natura” propone.when01mocassinivasorameAnche Mingardi nelle sue prime esercitazioni dipinge nature morte. Per contro al discorso precedente Vaso da fiori con mocassini, Vaso di rame e Orologio, sono rappresentazioni che vanno oltre l’esercizio dell’ apprendimento perché, già nella scelta degli oggetti e nel loro posizionamento, hanno impresso in se stesse la sensibilità di chi è artista.

orologioNel ’92 ritorna all’Arte figurativa. In un così lungo arco di tempo tanto è successo: i ragazzi della beat generation sono storia e la pop art oggetto di culto da museo e occasione di vantaggiosi investimenti nelle aste miliardarie. Mingardi, come già ventisette anni prima, per esprimersi, parte da se stesso, dal suo essere ‘spirito’ e ‘materia’, dalla propria esperienza per trasmettere riflessioni, conoscenze e speranze. E per seguire tali desideri sceglie due strade differenti ma parallele nelle quali camminare e comunicare la totalità dei suoi sentimenti: la pittura per rappresentare tragitti mentali, psicologici e sociali; la “natura”, ovvero gli oggetti trovati, come realtà concreta per comunicare le proprie emozioni.
La poetica di Mingardi si alimenta di passato, presente e futuro, di dubbi, di consapevolezze, di certezze e di speranze, di “personale” e di “sociale”; una molteplicità di sensazioni e emozioni, la cui recettività lo porta ad operare nell’arte e nel trovare, a volte negli oggetti, a volte nei colori, un punto di incontro sentimentale-estetico.

when04Il viaggio delle immagini e nelle immagini inizia per Andrea Mingardi in un punto indefinito situato nello spazio-tempo del suo privato; inizia nella coincidenza fra chi e quando (who-when) colta fra le memorie personali, ed estesa – oltre quelle, a ritroso ancora – ad ombre e figure di un passato, prossimo o remoto, evocato dal racconto di chi è stato prima di noi.
È una ricerca del sé e intorno al sé, il primo viaggio di Andrea. Un viaggio fra presenze ed eredità intime, fra figure e cose, fra oggetti d’ affezione e impressioni che non sfumano; inevitabilmente virate dalla patina del ricordo, ma tangibili nelle tonalità spesse e scure; come se la consistenza della materia volesse contendere all”ombra’ la dissoluzione delle memorie; come se la realtà di una stagione della vita volesse resistere a scapito del tempo che la rapisce.