il dopo Sanremo

sanremo2004_01Questo è il diario di un viaggio che, partito dalla ridente località ligure, mi sta portando in giro per il mondo.
Sanremo è già passato da un po’ e sono in grado di trarre qualche bilancio con un minimo di serenità.
Di questo Festival si è parlato molto, prima durante e dopo. Sicuramente molto di più del precedente. Lungi da voi l’idea che il mio commento possa tendere a paragonare la qualità di questo cast con il precedente. Mi sto solo riferendo alla luce forte che la kermesse di quest’anno ha avuto anche per le critiche violente e in alcuni casi preconcette che si sono riversate contro agli organizzatori. Ma ora è acqua passata e il cosiddetto “gruppo” di artisti “tonirenici” si è sfaldato disperdendosi nelle rispettive traiettorie. Ognuno segue la sua strada e momentaneamente sono a cavallo del mio disco e della rispettiva tournée. I Blues Brothers ora stanno lavorando negli States al loro disco e confido di sentire al più presto la loro versione di “E’ la musica”, “It’s the music”. Dal mio canto, sto preparandomi per un Tour che si presenta fin d’adesso come un evento musicale godibilissimo. Alle prove andiamo forte e i musicisti si stanno impegnando al massimo. Le coriste, che sono poi grandi cantanti, stanno dando vita a un trio che ricorda le mitiche “Supremes”. Martina, Vanessa e la fantastica Emanuela Cortesi si esprimono al massimo e colorano ogni brano con la loro vocalità prorompente. bandPer amore del blues e del mio disastrato… Bologna ho ribattezzato il gruppo: “Rossoblues brothers band”. Gireremo l’Italia dappertutto e chi volesse più informazioni può in ogni momento “sintonizzarsi” sul sito e sapere dove siamo e dove andremo. Prometto che sarò un po’ meno distratto e più presente dando notizie fresche a tutti gli amici nella sezione “EVENTI”.
Ora è uscito il nuovo disco e il mio… bambino è li che mi guarda e aspetta che lo porti a fare delle passeggiate. Mi sbilancio, il lavoro è bello e vario, contiene quattordici brani tutti nuovi, incisi di fresco e mi rappresenta bene. Almeno l’anima “live”, quella che tocca le corde della musica suonata sul serio da bravi musicisti, mi soddisfa in pieno. E’ un CD ricco e, di questi tempi, generoso. Non la solita compilation con il “The best” e la canzoncina nuova, la in un angolo, sola soletta. Con Maurizio Tirelli abbiamo composto le canzoni, realizzato gli arrangiamenti e siamo stati in studio di registrazione per una cinquantina di giorni con i nostri fantastici collaboratori. Non ho preferenze tra i brani incisi, ognuno di loro occupa un posto che merita e diverso dagli altri, ma mi inorgoglisce l’aver cantato alcune straordinarie canzoni in inglese affrontandone i rischi e i paragoni storici. In ogni caso la distribuzione dell’album, da poco sul mercato, fa si che lo possiate trovare prima nei negozi specializzati e in seguito nelle grandi rivendite. Questo ultimo lavoro, per chi non lo sapesse, è un omaggio a tutta una vita “on the road”, alla musica che mi ha dato la forza di continuare, anche a quella più facile perché no, e al blues che rimane la mia grande passione. e_la_musicaQuindi sentirete un disco in cui il rock si mescola al soul e tinge ogni tema dell’album di nero, di quel nero che rende le cose cantate e suonate senza tempo. C’e’ dentro anche l’amore per le masse che negli anni sessanta e settanta si spostavano ovunque con la certezza di cambiare il mondo e con esso il proprio destino. Quella folle passione politica ma anche utopicamente ricca di slanci ideologici e esistenziali che i protagonisti di quel meraviglioso periodo hanno tentato di raccontare ai propri ragazzi. E’ allora li, che interpretando “A whiter shade of pale” o “Have you ever seen the rain” e magari “Bella ciao”, si innesta il brivido del ricordo dell’esperienza e di quella musica ancor oggi non superata. Niente nostalgia, niente cultura del “remenber” ma semplice incursione nel mondo della vita vera che riusciva a smuovere le coscienze e anche i corpi. Migrazioni di teen che ballavano sulla loro vita facendo per la prima volta l’amore senza rimorso. I figli si saranno sentiti raccontare mille volte queste storie dai genitori e forse non ci hanno creduto più di tanto, ma era tutto vero, anche di più. Questo disco è un po’ trasversale e può rappresentare sia la colonna sonora di coloro che stanno viaggiando nel nostro tempo, sia l”easy rider” di un era irripetibile anche sotto il profilo della proposta musicale. A presto, ragazzi.

Andrea