Intervista di Andrea ad Art'è
in formato 
Andrea
ha finalmente
deciso di condividere con il pubblico
una passione che coltiva da moltissimi anni, quella per l'arte figurativa.
"Che è abbastanza normale per un'artista", spiega,
"poiché la creatività non si sviluppa mai a compartimenti
stagni ma "a doccia".
La musica infatti si accompagna alle parole, favorisce la creazione di immagini...
tutte situazioni complementari, che si richiamano... E non è il caso
di parlare di tuttologia, di particolare eclettismo: si tratta semplicemente
del bisogno, che ogni artista ha nel suo intimo, di esprimersi in maniera
globale". Bisogno che, nel caso di Mingardi, è nato molto
presto, addirittura prima della sua "vocazione" musicale. "Sin
da ragazzo ho sentito la necessità di fissare scene, oggetti del
quotidiano spinto dalla consapevolezza che la frenesia dei nostri tempi
ci spinge a dimenticare velocemente quello che è stato, a smarrire
i nostri ricordi. Non si tratta, però, di un sentimento nostalgico,
tutt'altro: è la voglia di non perdere niente di quello che è
stato e che è fondamentale per la nostra formazione". Un
desiderio che Andrea esprime non solamente nei quadri che ritraggono con
naturalezza
elementi di un quotidiano che, purtroppo, il veloce scorrere del tempo ha
irrimediabilmente cancellato, ma anche sculture, opere polimateriche nelle
quali vengono utilizzati, recuperati oggetti che il progresso e il consumismo
hanno reso inutili. "Soprattutto queste composizioni hanno la caratteristica
di contenere strutture apparentemente antiche che hanno però seminascosti
degli elementi futuribili". Una sorta di ponte, dunque, gettato
tra presente e futuro con l'intento di indurci a non dimenticare, a conservare
quanto meno nella memoria, ciò che è stato, in assenza del
quale non saremmo ciò che siamo e non riusciremmo a proiettarci,
in maniera davvero consapevole, nel domani. |